Villa
Colli
1939
Doc. 14 — Architettura razionalista

Villa Colli

Un capolavoro del razionalismo italiano a Rivara: la storia della villa firmata da Giuseppe Pagano Pogatschnig e Gino Levi Montalcini, tra i più importanti architetti del Novecento.

Renata Anna Chiono — La Sentinella del Canavese, 24 luglio 2003

Questa è la storia della Villa Colli a Rivara. Una casa qui ancora poco conosciuta che si connota nell'ambito di un paesaggio di colline un tempo felicemente accostate a filari di viti che, piano piano, stanno scomparendo, per lasciare posto a boschi talvolta incolti, ma che forse, proprio per questo, favoriscono ancora la vita di piccoli e grandi animali che qui continuano a vivere e ad esistere. La villa è una bella costruzione, più volte pubblicata e più volte studiata da appassionati e studiosi italiani ed europei, che viene edificata agli inizi del Novecento per volere del Signor Colli, personaggio di grande importanza e di spicco negli ambienti de "La Stampa" di Torino. Il sogno è quello di costruire in Canavese qualcosa di unico, qualcosa che, nel tempo, "resterà". Ne viene deciso l'affidamento architettonico a due fra i più importanti nomi dell'architettura italiana: Giuseppe Pagano Pogatschnig, istriano, e Gino Levi Montalcini, torinese, fratello del Premio Nobel, Rita. La casa viene progettata e fedelmente costruita, sotto la guida dei due progettisti, in stile Bauhaus. Il parco, che è uno dei più precoci esempi di giardini dell'epoca, viene disegnato dagli stessi architetti e, nella sua semplice ma sontuosa bellezza, resiste ancora oggi, nella sua originale forma, alle insidie del tempo, anzi, proprio il tempo ha modellato alberi meravigliosi e centenari che, nella grandiosità delle loro chiome, racchiudono nidi di cuculi, gufi e coloratissimi piumati. Il progetto ha subito un nome: "Cottage nel Canavese", la villa si chiamerà poi, e si chiama ancora, Villa Colli. Gli anni trascorrono, e viene decisa la vendita della villa da parte della famiglia che, per anni, l'aveva conservata. La saggezza di questa famiglia sta nel non disfarsi della casa senza pensare alle conseguenze che avrebbe potuto avere la sua cessione, ma nel trovare un acquirente che ne comprenda il vero significato architettonico e ne voglia continuare la conservazione. Così è. Nel 1999 la villa viene acquistata dagli attuali proprietari che ne dispongono, dopo studi e ricerche,

Nella foto sopra il titolo, Villa Colli a Rivara in una cartolina illustrata del 1939; qui a fianco, la grande hall e la balconata interna; nelle due foto sotto, da sinistra, l'ingresso e il retro della villa

I progettisti

Qualche nota biografica sui progettisti della villa: Giuseppe Pagano Pogatschnig nasce a Parenzo (Istria) nel 1896. Volontario nella Grande Guerra, si laurea in architettura a Torino nel 1924. Nel 1928 dirige l'Ufficio Tecnico dell'Esposizione internazionale e dal 1926 al 1931 ha una collaborazione strettissima con Gino Levi Montalcini, con il quale progetta il palazzo Gualino, casa Boasso, il Padiglione italiano per l'esposizione internazionale e altri lavori. Nel 1931, Pagano segue a Milano Edoardo Persico, suo grande amico, con il quale dirige Casabella. L'ultima sua opera è l'Edificio per la Bocconi a Milano. Volontario anche nella II Guerra Mondiale, entra in contatto con il movimento clandestino e nel 1943 è tra coloro che organizzano la Resistenza. Nel 1944 viene arrestato e deportato a Mathausen dove muore nell'aprile dell'anno dopo.

Gino Levi Montalcini: nasce a Milano nel 1902. Si laurea a Torino nel 1925. Dal 1928 al 1939, con Pagano, disegna i primi edifici razionalisti. Partecipa al Gruppo MIAR. Pubblica su Casabella e Domus partecipando alle Triennali ed ai maggiori concorsi europei e nazionali. Perseguitato da leggi razziali, si rifugia a Firenze. Dopo la guerra è membro dell'APAO. Docente universitario a Palermo, Padova, Torino, partecipa a molti concorsi, vincendo quello per la nuova sede dell'Università di Torino. La partecipazione all'intenso momento di fervore culturale che fa di Torino, sullo scorcio degli anni Venti, "la città più Europea", e in particolare la collaborazione con Pagano, tra il'28 ed il '30, segnano profondamente l'orientamento in senso moderno di Gino Levi Montalcini, contraddistinto da una puntigliosa qualità del progetto e dall'onestà intellettuale del mestiere come risposta alla crisi dei valori. Muore a Torino nel 1974.

A cura di Renata Anna Chiono

La villa

Villa Colli in una cartolina del 1939 e negli scatti recenti.

Villa Colli, cartolina 1939
Villa Colli1939
Villa Colli, hall interna
Hall internas.d.