Reg. 02 — Storia

"Appartata ed aristocratica"

Dal diploma dell'imperatore Enrico del 1014 alla Scuola di pittura dell'Ottocento: la storia di un borgo del Canavese che non ha mai smesso di sorprendere i suoi visitatori.

Sin dal 1014, in un diploma dell'imperatore Enrico, risulta che i possedimenti dell'abbazia di Fruttuaria giungevano sino a Rivara — ed un paese non si forma né in un secolo né in due. Nel distretto dell'antica Knappe (poi Canava) non esisteva probabilmente un punto più favorevole per erigere strutture difensive della collina morenica su cui ancora oggi sorge il castello.

Con l'andare dei secoli la collina si sfaldò, cambiando il letto del torrente Viana e permettendo la costruzione del paese nella posizione attuale, più felice e soleggiata. Chi fossero i primi signori di Rivara non è noto, ma furono probabilmente discendenti dei Longobardi, soggetti ai Marchesi del Monferrato. Verso il 1220, spentisi gli ultimi discendenti, i Conti Valperga presero possesso di Rivara con l'approvazione del Marchese di Monferrato nel 1232.

Lo "Strassapapè"

Durante il Tuchinaggio — le rivolte popolari che perdurarono un secolo contro alcuni signori — a Rivara si venne a patti in modo civile, con il Marchese Teodoro di Monferrato in persona come arbitro. Si narra che un notaio, durante la stesura di un accordo, scrivesse a favore dei Signori cose diverse da quelle pattuite: scoperto l'inganno, un temerario rivarese strappò i documenti di fronte a tutti, tra il plauso del popolo. Da qui il soprannome dei rivaresi: Strassapapè.

L'Ottocento e la Scuola di Rivara

Agli inizi dell'800 Rivara diede i natali a Paolo Pallia, teologo e patriota, membro della Giovine Italia di Mazzini, morto in esilio in Svizzera. Nella seconda metà del secolo giunse a Rivara una folta schiera di pittori al seguito di Carlo Pittara, cognato del proprietario del Castello, il Cav. Carlo Ogliani: nacque così la Scuola di Rivara, pietra miliare nella storia dei paesaggisti piemontesi, che diede il nome al celebre "Verde Rivara".

Cosa vedere

  • Il Castello di Rivara — sede di una galleria d'arte contemporanea, incluso nel circuito dei castelli canavesani.
  • Villa Ogliani — ora sede municipale, con il suo parco nel cuore del paese e vista sulla piazza principale.
  • Il Teatro Comunale — gioiello di architettura teatrale dell'Ottocento.
  • La Chiesa Parrocchiale — del 1500, con un cuore del 1300 nella cappella della Natività e il suo affresco.
  • La Chiesa dell'Annunziata — con una rara raffigurazione della Sacra Sindone.
  • Il centro storico — con il suo porticato antico, dove il tempo sembra essersi fermato.
  • Le cappelle delle borgate — disperse nella campagna, tra cui quella di San Giovanni Battista.

Come arrivare

Rivara si trova a circa 30 km a nord di Torino, a circa 15 minuti dall'aeroporto di Torino Caselle, alle porte del Canavese, nella zona collinare che introduce le Alpi Canavesane.

Approfondisci

Tappe di una storia lunga mille anni

I momenti chiave che hanno formato l'identità di Rivara.

1014 — Origini

I possedimenti dell'abbazia di Fruttuaria

Il più antico documento che nomina Rivara: i possedimenti dell'abbazia giungevano fino al paese, segno di un insediamento già consolidato.

1220–1232 — Feudo

L'arrivo dei Conti Valperga

Spentisi i primi signori di probabile origine longobarda, i Valperga prendono possesso di Rivara con l'avallo del Marchese di Monferrato.

XIV secolo — Tuchinaggio

Lo "Strassapapè"

Le rivolte popolari si risolvono a Rivara in modo civile, con un arbitrato che passa alla storia — e un soprannome che i rivaresi portano ancora oggi.

Primo '800 — Risorgimento

Paolo Pallia, teologo e patriota

Rivara dà i natali a Paolo Pallia, membro della Giovine Italia di Mazzini, morto in esilio in Svizzera.

1870ca — Arte

Nasce la Scuola di Rivara

Carlo Pittara e i pittori al suo seguito danno vita a una delle scuole paesaggistiche più importanti del Piemonte ottocentesco.